Normativa e budget

Bonus ristrutturazione 2027 per imprese edili: aliquote, tetti, pagamenti e adempimenti

Il preventivo che oggi si ferma su "aspetto la manovra, magari prorogano" ha una scadenza che il cliente non ha mai visto scritta: il 31 dicembre. All'impresa serve poter rispondergli con la legge in mano.

Secondo la guida dell'Agenzia delle Entrate di febbraio 2026, il bonus ristrutturazione 2027 vale il 36% sull'abitazione principale e il 30% sulle altre, contro il 50% e il 36% delle spese pagate nel 2026. Dal 2028 il tetto di spesa passa da 96.000 a 48.000 euro. La manovra per ora non ha cambiato niente: il Documento programmatico di finanza pubblica del 2 ottobre non fissa aliquote (Edilportale).

Aliquote e tetti del bonus ristrutturazione, anno per anno

La tabella riporta aliquota e tetto in base all'anno in cui la spesa viene pagata. Il recupero avviene in dieci rate annuali, e dal 2034 la detrazione torna al 36% con tetto a 48.000 euro.

Anno di spesaAbitazione principaleAltre abitazioniTetto di spesa
2025 e 202650%36%96.000 euro
202736%30%96.000 euro
Dal 2028 al 203330%30%48.000 euro

La base è l'articolo 16-bis del Tuir, modificato dalle leggi di bilancio 2025 (207/2024) e 2026 (199/2025). Il tetto vale per ogni unità abitativa e, se a pagare sono in due, si divide tra loro. Sulle singole unità rientrano manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. La manutenzione ordinaria è agevolata solo sulle parti comuni.

Quando una spesa conta come pagata nel 2026

Per le persone fisiche vale il criterio di cassa. Con il bonifico la spesa è sostenuta nel momento in cui l'ordine di pagamento arriva alla banca, qualunque sia il giorno dell'addebito, e la detrazione spetta per l'anno del pagamento anche se il bonifico precede l'inizio dei lavori o segue la loro fine. Un acconto ordinato il 30 dicembre 2026 con un bonifico corretto è quindi una spesa 2026, al 50% sulla prima casa.

Il bonifico è quello apposito per le ristrutturazioni: causale che richiama la norma agevolativa, codice fiscale di chi detrae, partita IVA o codice fiscale di chi incassa (pagina dell'Agenzia sul pagamento delle spese). Dal 1° marzo 2024 la banca trattiene all'impresa una ritenuta d'acconto dell'11%, perciò su un acconto arriva in cassa l'89%, e conviene metterlo nel piano di cassa prima di chiedere un anticipo a fine anno. Se il bonifico è compilato in modo da impedire la ritenuta, il cliente perde la detrazione a meno di ripetere il pagamento. Quando non si può, serve una dichiarazione sostitutiva dell'impresa che attesta di aver contabilizzato gli incassi nel reddito. Causale e codici fiscali vanno controllati dall'ufficio prima che il cliente vada in banca, perché un bonifico da rifare a gennaio vale 2027.

Con un finanziamento conta la data in cui la finanziaria paga l'impresa, con gli stessi dati sul bonifico. Per oneri di urbanizzazione, bollo e diritti sulle autorizzazioni il bonifico non serve, perché sono versamenti obbligati verso la pubblica amministrazione.

Cosa rispondere al cliente che vuole aspettare la manovra

Al cliente conviene pagare un acconto entro il 31 dicembre, perché così il risultato non dipende dal Parlamento. La legge di bilancio si scrive adesso e si approva entro dicembre. Il 1° ottobre Confartigianato ha chiesto stabilità dei bonus per almeno tre anni e il 2 ottobre ANCE ha proposto di destinare risorse all'efficienza degli edifici (Edilportale, 5 ottobre), e di una proroga del 50% e del 36% per il 2027 si scrive almeno da maggio (idealista). Edilizia.com avverte che finché la legge non passa promettere la proroga al cliente non è prudente.

Chi dice "tanto prorogano" ha un precedente a suo favore. La legge di bilancio 2025 prevedeva per il 2026 il 36% sulla prima casa e il 30% sul resto, e quella del 2026 ha prorogato le detrazioni più alte previste fino al 2025. Nessun testo di legge lo conferma per il 2027, e a dicembre il cliente avrebbe meno tempo per organizzare il pagamento.

Su 30.000 euro di lavori in prima casa, se la manovra proroga il 50% chi ha pagato prima non ha perso niente. Se non lo proroga, ha evitato una perdita di 4.200 euro in dieci anni.

Il 65% riguarda una parte del cantiere

Il 65% che i clienti citano nasce da due notizie: la richiesta di Confartigianato di portare al 65% la detrazione per la riqualificazione energetica e l'ipotesi di un ecobonus potenziato, riportata da idealista il 21 settembre. Nessuna delle due è un testo di legge, ed entrambe riguardano l'energia: una cucina o un bagno restano fuori. La tabella mostra la detrazione media di una prima casa nel 2027 con il 65% sui lavori energetici e il 36% sul resto, al variare della quota energetica.

Quota di lavori energeticiDetrazione mediaRispetto al 50% del 2026
20%41,8%8,2 punti in meno
30%44,7%5,3 punti in meno
50%50,5%pari
70%56,3%6,3 punti in più

Il pareggio con il 50% del 2026 sta intorno al 48% di lavori energetici. Sotto quella soglia chi aspetta detrae meno anche se il 65% arriva. Sopra, guadagna solo se arriva, e oggi non esiste un testo che lo preveda. Quali lavori siano energetici lo decidono il tecnico e i requisiti ENEA, ma la quota la leggi tu dal computo metrico: se resta sotto il 48%, il calcolo dice di non aspettare.

Dal 2028 il tetto pesa più dell'aliquota

Con 30.000 euro di lavori in prima casa il passaggio dal 2026 al 2027 costa 4.200 euro in tutto, 420 l'anno per dieci anni. Sui cantieri grandi pesa di più il tetto: con 80.000 euro la detrazione dal 2028 è la metà di quella del 2027, perché 48.000 euro tagliano più dell'aliquota. La tabella mostra la detrazione totale, recuperata in dieci rate annuali, per tre importi di spesa.

Tipo di abitazioneSpesa pagataNel 2026Nel 2027Dal 2028
Principale (50%, 36%, 30%)30.000 euro15.00010.8009.000
Principale80.000 euro40.00028.80014.400
Principale96.000 euro48.00034.56014.400
Altre (36%, 30%, 30%)30.000 euro10.8009.0009.000
Altre80.000 euro28.80024.00014.400
Altre96.000 euro34.56028.80014.400

Un cantiere sopra i 48.000 euro che si avvicina al passaggio d'anno va quindi programmato con i pagamenti fatti entro il 2027, perché la stessa spesa pagata a gennaio 2028 rientra nel tetto da 48.000 euro. La guida non chiarisce come si somma il tetto quando lo stesso cantiere sta a cavallo di due anni: prima di costruire un calendario di pagamenti la domanda va al commercialista del cliente.

Prima casa, redditi alti e chi paga

Il 50% spetta se l'immobile è abitazione principale e a pagare è il proprietario o chi ha un diritto reale di godimento. Chi ha un altro titolo idoneo, per esempio il comodatario o il familiare convivente, detrae quanto paga ma per il 2025 e il 2026 resta al 36%. Quando a sostenere la spesa sono più persone, fatture e bonifici vanno integrati con nome e percentuale fin dal primo anno, perché la ripartizione non si cambia dopo.

Sopra i 75.000 euro di reddito complessivo l'articolo 16-ter del Tuir, in vigore dal 2025, mette un limite a tutte le detrazioni del cliente, ristrutturazione compresa. Il massimo detraibile in un anno dipende dal reddito e dai figli a carico: l'importo base è 14.000 euro fino a 100.000 di reddito e 8.000 euro oltre, moltiplicato per 0,50, 0,70, 0,85 o 1,00 in base al numero di figli. Il coefficiente 1,00 vale anche con un figlio a carico con disabilità accertata.

Reddito complessivoNessun figlioUn figlioDue figliPiù di due figli
Da 75.000 a 100.000 euro7.0009.80011.90014.000
Oltre 100.000 euro4.0005.6006.8008.000

Per una spesa pluriennale pesa la rata dell'anno: 20.000 euro detraibili in dieci anni occupano 2.000 euro l'anno del massimo. La fascia di reddito si chiede al cliente già al preventivo.

Gli obblighi che ricadono sull'impresa

Bonus casa ed ecobonus non si cumulano sugli stessi interventi. Se un lavoro rientra in entrambi, il cliente sceglie una misura e rispetta gli adempimenti di quella. Per i lavori con risparmio energetico o fonti rinnovabili la comunicazione all'ENEA va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo; per la risoluzione 46/E del 2019, se manca o arriva in ritardo la detrazione non si perde.

La comunicazione preventiva all'ASL parte prima dell'inizio dei lavori, quando le norme sulla sicurezza nei cantieri la prevedono. Riporta i dati del committente e dell'impresa, con l'assunzione esplicita di responsabilità sulla sicurezza sul lavoro e sulla contribuzione, l'ubicazione e la natura dell'intervento, la data di inizio. Se era dovuta e manca, la guida dice che l'omissione non si sana con la remissione in bonis.

Sull'IVA al 10% i beni significativi hanno una regola a parte. Sono infissi esterni e interni, caldaie, videocitofoni, apparecchi di condizionamento, sanitari e rubinetteria, ascensori e impianti di sicurezza (decreto 29 dicembre 1999). Nell'esempio della guida l'intervento vale 10.000 euro, di cui 6.000 di beni significativi e 4.000 di manodopera, e 2.000 euro di beni restano al 22%. La fattura deve indicare il valore dei beni significativi.

Totale interventoBeni significativiManodoperaBeni con IVA al 22%
10.000 euro6.000 euro4.000 euro2.000 euro

L'aliquota agevolata cade per i materiali forniti da altri o comprati direttamente dal committente e per le prestazioni professionali. Il subappaltatore fattura al 22% all'impresa principale, che poi fattura al cliente al 10% se ne ricorrono i presupposti.

Pubblicità e contatti fino a gennaio

Un contatto che arriva a metà novembre per un rifacimento completo non farà in tempo a firmare e pagare nel 2026, a meno di concordare un acconto. È un lavoro del 2027, con aliquota più bassa, decisione più lenta e nessuna urgenza da bonus in scadenza. Tienilo in un gruppo a parte nel gestionale, così non lo misuri con le regole dei contatti che puoi chiudere entro il 31 dicembre; il metodo per farlo è nell'articolo sulla gestione dei lead e il follow-up.

Ogni settimana guarda quanti sopralluoghi diventano preventivo in tempo utile per l'acconto e quanti acconti sono stati ordinati entro il 31 dicembre. Conta il costo del contatto che arriva al sopralluogo. Spostare tutto il budget su ottobre e novembre va verificato sui tuoi dati: più concorrenti fanno la stessa mossa, più sale il costo del contatto. Il ragionamento sul budget lo abbiamo sviluppato per chi vende infissi nell'articolo sul bonus infissi 2027 e i serramentisti, e vale anche per un'impresa edile. Per scegliere con chi lavorare c'è l'articolo su come scegliere un'agenzia di marketing.

Domande frequenti

Il bonus ristrutturazione 2027 sarà ancora al 50%? A legge vigente no: 36% sull'abitazione principale e 30% sulle altre. Il 50% è previsto fino al 2026, e solo la legge di bilancio 2027 potrebbe cambiare le cose.

Quanto scende il tetto di spesa del bonus ristrutturazione dal 2028? Scende a 48.000 euro per unità abitativa, rispetto ai 96.000 delle spese 2025, 2026 e 2027. La detrazione resta al 30% fino al 2033 per tutte le abitazioni e sale al 36% dal 2034.

Un acconto pagato a dicembre 2026 conta come spesa del 2026? Sì, se il bonifico è compilato correttamente e a detrarre è una persona fisica. Conta il giorno in cui l'ordine di pagamento arriva alla banca, senza guardare l'addebito o l'inizio dei lavori. Con un finanziamento vale la data del bonifico che la finanziaria fa all'impresa, quindi un'erogazione a gennaio è una spesa 2027.

Che ritenuta applica la banca sul bonifico per il bonus ristrutturazione? L'11% dal 1° marzo 2024, trattenuto all'impresa che incassa. Se il bonifico è compilato in modo da impedirla, la detrazione salta a meno di ripetere il pagamento.

Il 65% vale per tutta la ristrutturazione? No: esiste solo come richiesta di Confartigianato per la riqualificazione energetica e riguarderebbe i lavori energetici. Con il 65% su quelli e il 36% sul resto, il pareggio con il 50% del 2026 sta intorno al 48% di lavori energetici.

Per le spese pagate nel 2026 il bonus ristrutturazione dà il 50% sull'abitazione principale e il 36% sulle altre, per quelle del 2027 il 36% e il 30%, e dal 2028 al 2033 il 30% su tutte con tetto a 48.000 euro invece di 96.000. Vale la data in cui l'ordine di bonifico arriva alla banca, quindi un acconto ordinato entro il 31 dicembre 2026 resta al 50% sull'abitazione principale, e la banca trattiene all'impresa l'11%. Su 30.000 euro di lavori in prima casa il passaggio al 2027 costa 4.200 euro in dieci anni. Il 65% esiste soltanto come richiesta di Confartigianato e pareggia il 50% del 2026 solo con circa il 48% di lavori energetici.

Aggiornamenti

8 ottobre 2026: dati aggiornati alla guida dell'Agenzia delle Entrate di febbraio 2026 e alle notizie del 5 ottobre. Da aggiornare dopo l'approvazione della legge di bilancio 2027, prevista entro fine anno.