Bonus infissi 2027 e serramentisti: il budget pubblicitario dopo il 36%
Aggiornamento al 29 settembre 2026. Per le spese 2027 la detrazione è del 36% sull'abitazione principale e del 30% sulle altre, contro il 50% e il 36% del 2025 e 2026 (Agenzia delle Entrate). Il 65% sull'ecobonus è un'ipotesi senza testo di legge. Pianifica il budget sul caso base e tieni pronta una regola per il 65%.
| Anno di spesa | Abitazione principale | Altre abitazioni |
|---|---|---|
| 2025 e 2026 | 50% | 36% |
| 2027 | 36% | 30% |
Fonte: Agenzia delle Entrate, schede su ristrutturazioni edilizie e riqualificazione energetica. Recupero in 10 quote annuali.
Se vendi serramenti, in queste settimane senti la stessa frase da almeno metà dei clienti: "aspetto, dicono che nel 2027 esce un bonus più alto". Alcuni preventivi si fermano lì. Altri corrono, perché sanno che il 31 dicembre chiude la finestra al 50%. Nessuno dei due gruppi ha in mano un dato certo sul 2027, e tu devi decidere adesso quanto spendere in pubblicità per il quarto trimestre.
È un ragionamento che puoi fare con qualsiasi agenzia, la nostra compresa: i numeri qui sotto sono pubblici e ognuno può ricontrollarli.
Bonus infissi 2027: cosa prevede la legge
Il riferimento operativo è l'Agenzia delle Entrate. Nella scheda sulle ristrutturazioni edilizie, aggiornata al 29 luglio 2026, la detrazione per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 è del 36%, e sale al 50% se l'immobile è l'abitazione principale, su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Per le spese del 2027 scende al 30%, ovvero al 36% per l'abitazione principale, con lo stesso massimale. La scheda sulla riqualificazione energetica, quella dell'ecobonus, riporta le stesse percentuali per gli stessi anni e la stessa ripartizione in 10 quote.
Nelle schede che abbiamo consultato non compare un elenco puntuale che dica in quale delle due misure rientra la sostituzione degli infissi. L'ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) inserisce nell'ecobonus le finestre comprensive di infissi che rispettano i requisiti di trasmittanza termica, e le guide di settore indicano il bonus casa come seconda strada. È una delle ragioni per cui i clienti fanno confusione, e conviene che sia il tecnico o il commercialista a scegliere. Per il massimale degli infissi dentro l'ecobonus fa fede il vademecum ENEA.
Due punti pratici sono invece chiari. Il primo: la detrazione si recupera solo in dichiarazione dei redditi. Dal 30 marzo 2024, con il decreto legge 39/2024 convertito dalla legge 67/2024, c'è un divieto generale di sconto in fattura e di cessione del credito per i nuovi interventi, con deroghe limitate ai comuni colpiti dal sisma. Il secondo: conta l'anno in cui si paga, non quello in cui si firma. L'Agenzia applica il principio di cassa, e nella sezione sul budget vedi come usarlo.
Dove le fonti si contraddicono
Su un punto le fonti disponibili non coincidono, e conviene dirlo ai clienti invece di scegliere quella più comoda. Un articolo di idealista del 21 settembre 2026 riporta l'ecobonus al 36% dal primo gennaio 2027 per entrambe le tipologie di immobile. La scheda dell'Agenzia delle Entrate indica invece il 30% sulle altre abitazioni e il 36% solo sull'abitazione principale. Anche la tabella ecobonus dell'ENEA, alla voce sostituzione degli infissi, riporta il 36% o il 30% per il 2027.
Noi ci fermiamo alla versione dell'Agenzia e dell'ENEA, perché sono gli enti che applicano la norma, ma la differenza con quanto scrive la stampa esiste e vale sei punti percentuali sulle seconde case. Se un cliente porta in sopralluogo la pagina di un giornale con un'aliquota diversa, la risposta corretta è: la scheda ufficiale dice questo, e il suo commercialista deve confermare il caso specifico. Costa trenta secondi e ti evita una promessa sbagliata in preventivo.
Il cliente vuole aspettare il 65%: cosa gli dici?
La cifra che alimenta l'attesa dei clienti è il 65%. Sempre secondo idealista, il governo starebbe valutando un potenziamento fino al 65% per gli interventi di riqualificazione. La fonte è indiretta, riferita a discussioni negli uffici del governo, e lo stesso articolo la descrive come "ipotesi" e "in valutazione", senza testo di legge. Al 29 settembre non esiste una norma che lo preveda.
Chi dice "nel 2027 sarà al 65%" sta riportando un'ipotesi giornalistica come se fosse una scadenza. Chi dice "nel 2027 sarà al 36%" sta riportando il quadro attuale, che resta valido finché la manovra non lo modifica. La legge di bilancio di norma si approva entro fine anno: l'informazione decisiva arriva quindi quando la finestra 2026 si sta chiudendo o si è appena chiusa.
Oggi il 65% non si può promettere a nessuno.
Quanto perde il cliente se aspetta?
Facciamo un esempio con i numeri. Prendi una sostituzione di serramenti da 10.000 euro su un'abitazione principale, ben sotto il massimale di 96.000. Non è un caso reale, serve solo a mostrare le proporzioni.
Al 50% la detrazione totale è di 5.000 euro, cioè 500 euro l'anno per 10 anni. Al 36% è di 3.600 euro, cioè 360 euro l'anno. Se il 65% diventasse legge e valesse per quell'intervento, sarebbe di 6.500 euro, cioè 650 l'anno. Chi aspetta rischia quindi 1.400 euro in meno se il 65% non arriva, e guadagna 1.500 euro in più rispetto al 50% se arriva. Sulle seconde case il salto al 2027 va dal 36% al 30%: 3.600 contro 3.000 euro sullo stesso importo.
Messa in termini di showroom, 1.400 euro spalmati su dieci anni sono 140 euro all'anno, circa 12 euro al mese. È il numero da mostrare in sopralluogo, al posto dell'urgenza. Per il cliente aspettare è una scommessa con un esito che si conosce dopo la scadenza: se perde, lo scopre quando il 50% è già finito. Mostrare i due scenari con questi numeri e lasciar decidere lui funziona meglio che spingere sulla paura del bonus che scende.
Cosa è già successo alla domanda
Il mercato non ha aspettato il 2027 per rallentare. Secondo il rapporto UNICMI 2026 (Unione Nazionale Costruttori Serramenti Infissi e Facciate), riportato da IoArch, gli incentivi fiscali per la sostituzione degli infissi hanno sostenuto nel 2025 una domanda di serramenti pari a 3,45 miliardi di euro, di cui circa 2,7 miliardi dall'ecobonus, su dati ENEA, e circa 700 milioni dal bonus casa. Per il 2026 la stima è di circa 1,6 miliardi. Se la stima UNICMI si conferma, la domanda sostenuta dagli incentivi cala di oltre la metà in un anno.
Edilportale, che ha ripreso lo stesso rapporto il 16 aprile 2026, riassume dicendo che il contributo degli incentivi alla domanda di serramenti si è drasticamente ridotto rispetto ai picchi degli anni precedenti. Nel residenziale prevale il rinnovo, e il mercato residenziale dei serramenti valeva circa 4,9 miliardi nel 2025. Per chi vende conta questo: la quota di clienti che firmava perché "c'era il bonus" si è già ridotta, e chi compra oggi ragiona di più su preventivo e prezzo. Per le campagne pesa più questo cambio di testa del cliente che l'aliquota del 2027.
Fino a quando conviene firmare per stare al 50%?
Se sei un serramentista, parti dalla data che conta per il cliente e lavora all'indietro. Per un bonifico conta il momento in cui l'ordine di pagamento viene dato alla banca, non la data della fattura o della posa. Se il pagamento tracciato deve avvenire entro il 31 dicembre 2026 per stare al 50%, sottrai da quella data il tempo medio che passa nelle tue commesse tra la firma e il saldo: produzione, consegna, posa, collaudo. Il risultato è la data oltre la quale un nuovo contratto non riesce più a chiudere il ciclo dentro il 2026.
Il tuo tempo medio lo conosci tu, e per questo non mettiamo qui un numero di settimane. Il metodo vale per tutti: quella data sposta la scadenza commerciale reale ben prima del 31 dicembre. Su come trattare un acconto nel singolo caso decide il commercialista del cliente, e va chiesto prima di promettere qualcosa in preventivo.
Sul budget pubblicitario pesano tre cose.
I lead che arrivano dopo la data limite non sono persi, ma cambiano natura. Sono lead per lavori del 2027, con aliquota base e ciclo di decisione più lungo, e vanno seguiti con un messaggio diverso. Non ha senso spingerli con l'urgenza di un bonus che per loro non c'è più.
Poi c'è il rischio di spostare tutto il budget su ottobre e novembre. È un'ipotesi da controllare sui tuoi dati: nello stesso periodo molti concorrenti useranno lo stesso messaggio di "ultima occasione", e il costo per contatto potrebbe salire proprio quando ti serve di più. Apri i dati dell'anno scorso prima di alzare i budget. Se l'ipotesi regge, anticipare una parte della spesa ti porta fuori dal momento in cui la concorrenza si affolla.
Infine, la regola per il caso 65%. Decidi oggi, per iscritto, cosa fai se la manovra lo introduce e cosa fai se non lo introduce. Se passa, una parte dei clienti che hanno aspettato ha ragione e il flusso di preventivi del primo trimestre 2027 sale. Se non passa, la finestra 2026 è chiusa e il primo trimestre sarà debole. Una regola scritta prima ti evita di riprogrammare le campagne a caldo, a gennaio.
Cosa dire negli annunci e nella pagina di destinazione
Non scrivere nell'annuncio un'aliquota senza data e senza fonte. "Detrazione al 50%" è vero per le spese 2026 sull'abitazione principale e falso per le seconde case e per il 2027. Un testo che promette un'aliquota che il cliente poi non ottiene genera preventivi che saltano al momento della verifica, e recensioni negative.
La forma più sicura è una riga sulla pagina che indica l'aliquota, l'anno, il tipo di immobile e il link alla scheda dell'Agenzia delle Entrate, con la data di aggiornamento visibile. Si aggiorna in cinque minuti quando cambia la norma, e il cliente non ha niente da contestarti. Sui costi reali delle campagne, il nostro articolo su quanto costa la pubblicità per un serramentista parte dalle stesse premesse. Se stai valutando chi gestisce le campagne, le domande da fare a un'agenzia valgono anche in questo trimestre, e su perché le campagne Meta e Google sembrano facili e non lo sono trovi il lavoro che sta dietro a un costo per contatto stabile.
Cosa misurare da adesso a gennaio
In questo trimestre la metrica che conta è il numero di contratti che arrivano al saldo dentro il 2026, perché la scadenza cambia proprio quella. Il costo per lead viene dopo. Per ogni trattativa aperta segna la data prevista di saldo e confrontala con la data limite che hai calcolato: quelle prima della linea si chiudono con l'aliquota 2026, quelle dopo vanno al 2027.
Serve un posto dove tenere questi dati. Che sia un foglio o un CRM, la regola è la stessa: una colonna con la data di saldo previsto e una con l'aliquota applicabile al cliente. Sul metodo di follow-up dopo il sopralluogo abbiamo scritto di più in gestione dei lead per serramentisti, follow-up e CRM.
Ricontrolla la norma dopo l'approvazione della manovra: un articolo come questo invecchia il giorno in cui esce la legge di bilancio.
Riepilogo operativo
- Calcola la data limite: 31 dicembre 2026 meno il tuo tempo medio tra firma e saldo.
- Cita solo le schede dell'Agenzia delle Entrate e scrivi la data di aggiornamento accanto all'aliquota.
- Ai clienti che aspettano il 65% mostra l'esempio in euro e chiarisci che è un'ipotesi senza testo.
- Non spostare tutto il budget su ottobre e novembre senza guardare il tuo storico di costo per lead.
- Scrivi oggi cosa fai se la manovra introduce il 65% e cosa fai se non lo introduce.
- Segna per ogni trattativa la data prevista di saldo e l'aliquota applicabile.
Domande frequenti
Il bonus infissi 2027 sarà al 65%? Al 29 settembre 2026 non c'è nessuna norma che lo preveda. Il 65% sull'ecobonus è un'ipotesi riportata dalla stampa e descritta come in valutazione per la prossima manovra. La legge in vigore, secondo l'Agenzia delle Entrate, prevede per il 2027 il 36% sull'abitazione principale e il 30% sulle altre abitazioni.
Gli infissi rientrano nell'ecobonus o nelle ristrutturazioni? Dipende dal tipo di intervento. L'ENEA inserisce nell'ecobonus la sostituzione di finestre comprensive di infissi che rispettano i requisiti di trasmittanza termica, mentre le guide di settore indicano anche il bonus casa come alternativa. Le schede dell'Agenzia delle Entrate riportano le stesse percentuali per le due misure, quindi la scelta va fatta con il tecnico o con il commercialista del cliente.
Conta la data del contratto o quella del pagamento? Per le persone fisiche conta l'anno in cui si paga. L'Agenzia delle Entrate applica il principio di cassa e considera il bonifico sostenuto quando l'ordine di pagamento viene dato alla banca. Il bonifico deve riportare la causale, il codice fiscale di chi ha diritto alla detrazione e la partita IVA o il codice fiscale di chi riceve il pagamento. Come trattare un acconto nel singolo caso va confermato con il commercialista.
Qual è il massimale di spesa? Per le ristrutturazioni edilizie la scheda dell'Agenzia delle Entrate indica 96.000 euro per unità immobiliare, per il 2025, il 2026 e il 2027. Per gli infissi dentro l'ecobonus i limiti dipendono dalle regole ENEA e vanno controllati sul vademecum ufficiale prima di indicarli a un cliente.
In quante rate si recupera la detrazione? In 10 quote annuali di pari importo, secondo le schede dell'Agenzia delle Entrate su ristrutturazioni edilizie e riqualificazione energetica. Sconto in fattura e cessione del credito non sono più disponibili per i nuovi interventi.
Aggiornamenti
: prima pubblicazione. Fonti ricontrollate: schede Agenzia delle Entrate, tabella ecobonus ENEA, idealista del 21 settembre, rapporto UNICMI 2026. Da aggiornare dopo l'approvazione della legge di bilancio.
Per chi fa ristrutturazioni e non solo infissi, con il tetto di spesa che dal 2028 scende a 48.000 euro, abbiamo scritto bonus ristrutturazione 2027 e imprese edili.
Fonti:
Agenzia delle Entrate, scheda Riqualificazione energetica: aliquote per anno e 10 quote annuali
Agenzia delle Entrate, regole per le agevolazioni: principio di cassa e bonifico
Agenzia delle Entrate, pagamento delle spese: contenuto obbligatorio del bonifico
Camera dei deputati, la cessione del credito e il DL 39/2024 (legge 67/2024)
ENEA, tabella ecobonus 2026: aliquote per anno alla voce sostituzione degli infissi (gennaio 2026)
ENEA, vademecum ecobonus: serramenti e infissi e requisiti di trasmittanza
idealista, Bonus infissi 2027 e l'ipotesi ecobonus al 65% (21 settembre 2026)
IoArch, Rapporto UNICMI sul mercato dell'involucro edilizio 2026 (stime 2025 e 2026)
Edilportale, Rapporto UNICMI 2026 sull'involucro edilizio (16 aprile 2026)
