Cosa succede davvero con Google AI Max
Google promette che chi attiva AI Max for Search vede in media +14% di conversioni o valore di conversione a parità di CPA, fino a +27% sulle campagne a corrispondenza esatta. È il numero che gira in ogni annuncio ufficiale. Chi ha testato sul campo racconta un'altra versione.
Andy Goodwin di Brainlabs ha condotto 23 test in 9 mesi su 16 account maturi. Il tasso di successo è risultato il 40% più alto solo quando si attivano insieme tutte e tre le funzioni di AI Max, non una sola alla volta. Un dettaglio pesa più degli altri: solo il 46% delle query segnalate come nuove da AI Max erano davvero nuove per l'account. Il resto era domanda già esistente, riallocata da altre campagne, non incrementale.
Smarter Ecommerce ha analizzato oltre 250 campagne Search con AI Max attivo e ha trovato un lift mediano dei ricavi del 13%, vicino al claim di Google. Insieme al ricavo però è salito anche il CPA, con un aumento mediano del 16%. Il conto in cassa a fine mese non torna identico al lift dichiarato in dashboard.
Il quadro raccolto nel complesso dai test indipendenti mostra che l'84% degli inserzionisti registra risultati neutri o negativi, non il +14% pubblicizzato.
C'è anche un rischio tecnico concreto nella migrazione forzata: attivare AI Max accende di default la Final URL Expansion, e le liste di parole chiave negative non sempre si trasferiscono integralmente. Da settembre 2026 tocca alle campagne ACA e broad match. Le Dynamic Search Ads hanno un rinvio a febbraio 2027, annunciato l'11 giugno 2026, ma solo per chi non ha ancora completato la migrazione. Chi non ha già un sistema di governance sulle negative rischia di scoprirlo dal conto, non dal pannello di controllo.
